EasyMonza

Take it Easy ... Only Beautiful Minds Allowed!

Un grazie (VERO)

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Uno strano periodo storico quello che stiamo vivendo.

Paura, confusione, restrizione della nostra libertà, sirene in lontananza, sofferenza, isolamento, bombardamento mediatico.

Pausa, respiro.

Caschi per respirare, mascherine, bare, mezzi militari, aiuti cubani, militari russi, bandiere d’italia, inni cantati dai balconi.

Ci siamo scoperti fragili, deboli, vulnerabili. Questo virus ci ha ricordato che la natura è più forte di noi, che siamo una scoreggia in questo mondo e che tutto il nostro sapere non è sufficiente.

Un parassita delle dimensioni di qualche manciata di nanometri ci ha messo in ginocchio.

Pausa, respiro.


Ci sentiamo soli, ci hanno isolati, ci HA isolati, non possiamo abbracciarci, toccarci, incontrarci, ballare, allenarci.
Cosa faremo domani, avremo ancora un lavoro, potremo tornare a quella che pensiamo la normalità?

Stiamo prendendo schiaffi su schiaffi!

Pausa, respiro.


Ma in mezzo a tutto questo succedono anche continui miracoli.
Storie che corriamo il rischio di perdere, frastornati dagli schiaffi che stiamo prendendo.

Un giornalista, ti aspetteresti snocciolasse numeri sul suo profilo “social”, che ci raccontasse dell’immenso casino della Lombardia, della stazione Centrale di Milano.

Ma sul suo profilo non trovi nulla di tutto questo e allora ti soffermi un attimo, per prendere fiato, per capire.

Cominci a trovare un filo conduttore, giorno dopo giorno, post dopo post … sembrano post “privati”, sono racconti di pura poesia che ci mostrano una faccia diversa di questo bastardo virus.

Ci raccontano della Curva Pieri del Monza Calcio, dello Chef Fabio Giovanniello, del “nonno” Alpino, dello Chef Andrea Zafarana, dello Chef Silvio Malfa e di tanti altri eroi silenziosi.

Pausa, respiro.


E allora pensi allo stile, alla scelta di cosa raccontare, di come raccontarlo.

Dico la verità, conobbi Marco Pirola su Facebook diversi anni fa. Ho odiato il suo stile giornalistico per un po di tempo, poi ho cominciato a tollerarlo, poi a cercarlo, ed infine ad amarlo … anche quelle volte che sono lontano anni luce dal suo pensiero.

Marco ci ha raccontato di un mese e mezzo di volontariato, ci ha raccontato di 11 mila pasti sfornati gratuitamente dalla cucina da campo organizzata dagli Alpini di Monza, ma ha deciso di non farlo da giornalista.

Ci ha raccontato di una categoria che sta subendo, più di tante altre, i danni economici di questo virus: i ristoratori !
I ristoratori che invece di piangersi addosso formano un Comitato per fronteggiare quella emergenza che mette a rischio il futuro di migliaia di famiglie.

Quei ristoratori che decidono di mettere a disposizione le loro capacità per la nostra città !!!

Ci sono (anche) questi eroi a fottere questo bastardo di un virus, davanti a queste persone hai la certezza che non riuscirà ad isolarci, non riuscirà a rendere più piccolo il cuore di tutti, sentiamo che, con persone così, c’è la possibilità di trovare un nuovo equilibrio.

Lo abbiamo capito in questi due mesi, gli Eroi veri non sono quelli che ci vogliono parlare dai giornali, con comunicati, che entrano nelle nostre case dalle televisioni, non sono quelli che cercano di catturare il nostro voto, il nostro consenso … non sono loro.

In questi giorni scorro il profilo di Marco Pirola e vado a rileggere le descrizioni di questi Uomini, di quelli che mi fanno sperare che ce la faremo, perchè esistono Uomini così, e ho bisogno di ricordarlo a me stesso, spesso.

Leggendo tutte quelle storie mi rendo conto che ne manca una, quella di una persona che non era li per raccontare, che non ha fatto l’inviato, non ci sarebbe stato nulla di male intendiamoci, ma Marco ha semplicemente deciso di essere li a fare il volontario e di rendere onore a questi Eroi come solo lui sa fare, in modo discreto, solo sul suo profilo, quasi fosse qualche cosa di privato, dipingendo ogni figura con la sua penna.


Marco,
manca la tua storia, la storia di un giornalista che ha deciso di fare il volontario e mettersi a disposizione della Associazione Alpini di Monza, del Comitato Ristoratori Uniti (Ri.Un), dei volontari della associazione Bran.Co e da quelli dei tifosi del Monza della curva Davide Pieri.

Marco,
manca la tua storia.

Ho bisogno di ricordarmi tutti i giorni che esistono Eroi come voi, silenziosi, forti, con un cuore enorme. Cerchiamoli negli ospedali, nelle case di cura, nelle nostre case, nelle associazioni, nei social … non è facile vederli perché normalmente non amano il rumore, preferiscono il silenzio, preferiscono rimboccarsi le maniche e fare. Ciascuno di noi saprà chi ringraziare quando tutto sarà finito e saprà chi portare nel cuore.

Fissiamo forte l’immagine di questi Eroi nei nostri cuori, è l’unico modo per poter sperare che tutto questo ci possa veramente rendere migliori.

Grazie Eroi!!!

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Le barriere sono (prima) dentro di noi !

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Come molti di voi sanno ieri 1° febbraio l’ascensore della vergogna è stato rimesso in funzione, per la precisione è stato rimesso in funzione il 31/01 ma, insieme ad Andrey, la persona con disabilità motoria che aveva registrato il video con le assurde risposte di RFI a fine dicembre, siamo andati a verificarne il funzionamento.

Il ritrovo era per le 14, ovviamente posticipato a causa degli ormai certi e reiterati ritardi di Trenord, ma questo è altra storia.

Siamo davanti all’ascensore, io, Paola Lorenza Ghezzi e Paolo Piffer … forse rappresentiamo Monza, forse rappresentiamo quelle persone che riescono ancora ad indignarsi quando si superano i limiti della decenza, forse rappresentiamo quelle persone che non riescono a girarsi, quelle persone che credono e sognano che un mondo migliore è possibile e che per farlo bisogna partire da noi … forse rappresentiamo tutto questo, o forse siamo solo tre sognatori. Dietro di noi per fortuna la forza dei social anche se per la prossima volta spero di vedere più persone fisiche … si perché Andrey verrà ancora a trovarci a Monza, abbiamo in mente qualche cosa da fare insieme a tutti i sognatori che ci sono in Monza e che sono, certamente, molti di più di quanti immaginiamo.

Insomma con il ritardo certo di Trenord, si presenta Andrey, sta già registrando il suo video, è in diretta, una ragazza dagli atteggiamenti gentili e fermi lo riprende … ha gli occhi di una persona che ne ha viste di tutti i colori e che non vuole piegarsi. Una energia forte è scesa da quel treno … sono i Disabili Pirata

Ci spostiamo verso l’ascensore che, ovviamente, dopo anni è tornato a funzionare … magia dei social e delle innumerevoli lamentele che RFI e KONE hanno ricevuto. Ovviamente non ci è dato di sapere come mai fosse non funzionante, ciascuno scarica la colpa sul prossimo, sport che in Italia ha piu “follower” del calcio! Forse l’unica che davvero non centrava nulla era la società di manutenzione ordinaria … la Kone; ma si sa, quando piove guano, ci si sporca tutti.

L’ascensore dentro è bellissimo, si vede che non ha mai funzionato, sembra nuovo … ed invece è li da circa una decina di anni, il pavimento sembra uno specchio d’acqua, l’interno una SPA, sembra di essere in una di quelle cabine da colorterapia, è anche profumato, forse hanno pensato anche alla aromaterapia !!!

L’ascensore della vergogna 2020

Andrey ha un appuntamento con un suo collega, è la persona che testerà e verificherà che che sia tutto “a posto”. è “l’ingegnere”.

Entrambi su sedia a rotelle, con giubbetto arancione, caschetto protettivo e strumenti di verifica.

Sembra tutto a posto, sono soddisfatti, Andrey è “il viso pubblico” mentre “l’ingegnere” è più silenzioso e ci mette al corrente di alcune “sfumature” che le persone con difficoltà motorie sono costrette a vivere ogni singolo giorno.

Più ascolto le storie e più mi proietto e mi visualizzo a come potrei vivere io situazioni così “assurde”. La realtà supera ogni possibile ipotesi di difficoltà.

Andrey ci fa notare che l’ascensore ha un orario di “apertura” che non corrisponde agli orari della stazione, di fatto significa che ci sono certe ore in cui potresti arrivare in stazione ed essere prigioniero della stazione stessa.

Solo allora mi rendo conto che la barriera non è solo fisica ma è anche mentale, che è soprattutto mentale, è la barriera che non si vede la prima a dover essere abbattuta.

Mi vedo scendere alle 23.05 dal treno proveniente da Milano, sono finalmente a casa, sono a Monza, ora non devo far altro che raggiungere la superficie dove … ops … gli ascensori sono già “chiusi” … bhe tranquilli, attendo domani mattina che alle 06.00 li aprono, magari si fa un rave party sul binario, chiamo qualche amico che mi porti una birra … sempre che almeno lui possa raggiungermi.

Comincio a capire che la privazione della libertà è più sottile, e più pesante ma soprattutto meno evidente a chi non la vive in prima persona.

“L’ingegnere” e Andrey vogliono andare all’ufficio RFI per ringraziare il responsabile locale per il funzionamento dell’ascensore ma anche per chiedere che gli orari degli ascensori siano almeno quelli della stazione e per chiedere spiegazioni sul binario 1.

Il Binario 1 ha un problema grosso, quando furono aggiornati i binari per rendere accessibili i treni anche a chi ha difficoltà motorie, si dimenticarono del binario 1.

Io Paola e Paolo non capiamo immediatamente, Andrey ci mostra cosa significa proprio appena raggiungiamo il binario 1.

Il “salto” che c’è tra la banchina ed il treno non è superabile con una carozzina, ma neanche con un passeggino ovvimente. Per qualche ragione la banchina non è stata alzata al livello corretto.

Binario 1: treno adeguato, banchina … NO

Ecco però che ancora il mio cervello “viaggia” e si proietta … mi vedo su un treno di quelli “svizzeri” perfetti, dove chissà perché, loro hanno pensato anche alle persone che possono avere difficoltà a muoversi. Mi immagino arrivare al binario 3, il treno si approssima al binario, sento lo stridore dei freni, il treno rallenta poi si aprono le porte e posso con la mia carrozzina scendere autonomamente sul binario 3, un gioco da ragazzi.

Poi, tipo nel film sliding doors, stessa scena … ma il treno, lo stesso treno arriva al binario 1 … e io rimango intrappolato sul treno! Come faccio a verificare su quale banchina arriverà? E se poi cambia? Come faccio a partire e a non sapere se potrò scendere?

Ascoltare queste storie, proiettarsi in queste difficoltà mi fa salire la pressione, guardo negli occhi anche i miei compagni di viaggio Paola e Paolo e vedo lo stesso malessere anche nei loro occhi, poi guardo “l’ingegnere” e Andrey … nei loro occhi vedo anche un pizzico di rabbia ma, soprattutto, la voglia di far sapere, la voglia di comunicare queste cose, la speranza che se tutti sapessero e vivessero quello che a loro è “riservato” allora, per forza, le cose cambierebbero.

Dobbiamo raggiungere l’ufficio dove risiede il responsabile della stazione, ci attende una sorpresa da “articolo 22” (e se non sapete cosa sia chiedetemelo in FB, almeno saprò che fino a qui qualcuno ha letto 🙂 )

Un metro e mezzo prima della porta a cui si deve “bussare” per poter parlare con qualcuno vi è un cartello con una linea immaginaria … chi supera quella linea è a rischio di multa, da circa 300 euro a 1500 euro. Dunque, se hai bisogno di parlare con un responsabile … sei obbligato ad attraversare quella linea immaginaria e, quindi, sei multabile. Direi che un ottimo espediente per allontanare le persone nel caso infastidissero … ovviamente il responsabile RFI, che inizialmente ci risponde, se ne ricorda non appena le domande diventano fastidiose e ci invita ad allontanarci di quel metro e mezzo. Vi assicuro che essere li come testimone è stato surreale. Due persone con difficoltà motorie vogliono solo avere la possibilità di parlare, di raccontare di far notare delle difficoltà … ma chi sta dall’altra parte ha sempre la risposta pronta “non dovete parlare con me, scrivete sul “sito”, io non so nulla, io non posso fare nulla”.

Empatia ZERO, ascolto ZERO, umanità ZERO.

Però poi il colpo di genio … si ricorda anche lui della linea “immaginaria” … e ci ricorda allora, con tono grave, che ci dobbiamo allontanare, che siamo passibili di multa.

Difficile stare calmi, difficile non vedere ora quella linea immaginaria, quella linea immaginaria è più spessa di un muro, è più pesante di un ascensore che non funziona, è più grave di un binario che non permette l’accesso ai treni, anche a quelli attrezzati.

Quel muro è nel cuore delle persone!

Ci allontaniamo, io chiedo “all’ingengnere”:

“ma in questo caso, perché immagino che ci siano centinaia di binari come il binario 1, che si fa?”

Così scopro che ci sono le “sale blu” che sono le sale di accoglienze per chi ha difficoltà motorie. Devi telefonare, informare del tragitto che vuoi fare, e loro mettono a disposizione delle persone con gli adeguati mezzi per permettere l’accesso ai treni.

Bhe, meno male penso tra me e me, ci sarà una sala blu in ogni stazione con una persona almeno a disposizione!

Ecco … in effetti … NO!

Su 320 stazioni ci sono, rullo di tamburi, 14 sale blu … il 4% !!!

Il personale è solo dove ci sono le sale blu, bisogna mandare una mail (?) oppure fare una telefonata almeno 24 ore prima e loro verificano se hanno il personale da mandare dove tu hai bisogno. Ovviamente se il tuo viaggio prevede coincidenze o cambi … bhe la probabilità di sentirsi dire che c’è il personale diventa bassa bassa bassa. Davvero, avete capito bene, il personale parte da una delle 14 sale blu e si porta alla stazione in cui voi avete bisogno. Ovviamente anche la sala blu ha “orari” che sono più restrittivi rispetto al servizio offerto.

Credo di essere sbiancato, incredulo, ho voglia di chiedere scusa, di chiedere scusa a tutte le persone che devono subire queste limitazioni della loro libertà, è ho il sospetto di non essere il solo.

“L’ingegnere” mi dice che ovviamente se si esce dall’Italia, senza andare in chissà quali altri nazioni, bhe fuori … in Spagna è tutto diverso e ci si può veramente muovere agevolmente.

Sto sempre peggio.

Andrey allora, come ultimo gesto, vuole recarsi alla biglietteria per recuperare un modulo di reclami da compilare per segnalare quanto detto fino ad ora.

Il pomeriggio sembrava ormai in discesa, la parte piu difficile era ormai passata, invece anche farsi consegnare un modulo di reclami, se sei su una sedia a rotelle, diventa una assurdità.

Ci presentiamo allo sportello che, tra le vetrofanie, riporta anche la voce “reclami” … penso io, siamo al posto giusto.

E invece no, la signora allo sportello non vuole consegnare il modulo ad Andrey, l’operatrice inizia ad urlare dicendo che non è il modulo giusto, che lei non gli fornirà il modulo perché, se vuole, deve compilare quello “on line”. Andrey insiste.

La scena è davvero surreale, prova Paola ad intercedere perché è tutto senza senso, poi ci prova anche Paolo … l’operatrice, protetta dal suo vetro antisfondamento urla, si lamenta, inveisce … Andrey chiede solo il modulo reclami da compilare, non riesco a capire perché tanto livore, tanta rabbia, perché urlare?

Le prime barriere non sono quelle architettoniche, se cominciamo a lavorare sulle barriere invisibili sono certo che per quelle architettoniche troveremo tutti insieme delle soluzioni.

PS: la prossima volta che vi sarà la possibilità di incontrare Andrey, “l’ingegnere” e la loro silenziosa regista, venite a toccare con mano le barriere invisibili, faremo del bene al mondo.

PPS: Il video del pomeriggio lo trovate qui

PM

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#ascensoredellavergogna Monza 2020

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Stazione FS di Monza, ascensore verso Binario 7

Giorni di funzionamento vs giorni di fermo

9 giorni funzionante vs 30 giorni NON funzionante

			

#ascensoredellavergogna 2020

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#ascensoredellavergogna Monza, Binario 7

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Stavo scorrendo i post di EasyMonza quando incrocio un articolo di una giornalista che leggiamo spesso e che conosciamo per la sua sensibilità e per il suo modo di raccontare l’essere umano e quello che ci circonda: Barbara Apicella.

L’articolo comparso sul “Il Giorno” (segui il link per leggerlo) ci racconta una altra (ennesima) storia assurda sulla sensibilità e sulla attenzione verso chi ha qualche problema di mobilità: il famoso ascensore della stazione FS di Monza, verso il binario 7.

Se fate una ricerca in rete vi accorgerete di quante volte sia già stato oggetto di cronaca in quanto in circa 8 anni probabilmente ha accumulato non piu di 10 giorni di funzionamento, e per chi, dalla Stazione di Monza deve raggiungere piazza Castello, diventa un vero incubo.

In EasyMonza abbiamo piu volte cercato di fare qualche cosa segnalandolo sia al comune che alle FS attraverso i canali ufficiali e meno ufficiali. Il risultato? Nessuno.

Ascoltate il video girato da Andrey Chaykin … ascoltate le risposte … io ho vergogna di quelle risposte, l’essere umano non può rispondere così davanti ad un ragazzo su una sedia a rotelle.

Ascoltate il video e poi riprendiamo … cliccate qui per ASCOLTARE

Avete ascoltato ?!?!?

Intanto da essere umano chiedo personalmente scusa ad Andrey … se non lo avessi sentito con le mie orecchie non ci avrei creduto.

Passato lo sbigottimento sulla empatia dell’essere umano, sul menefreghismo di alcune persone, sulla incapacità di trovare una soluzione anche se temporanea, sulle (ir)responsabilità di chi è pagato affinche queste cose non possano accadere, sulla capacità di far sentire “sbagliato” chi è sulla sedia a rotelle (e non viceversa) … ecco dicevo … passato questo sbigottimento … anzi no, non riesco proprio a digerire quelle frasi e quella aggressività, scusate ma non ce la faccio. Diciamo cosi, dopo aver riascoltato piu volte il video tanto da procurarmi dei bruciori di stomaco mi rimangono seri dubbi sui contenuti che ho ascoltato:

  • l’ascensore è fermo da settembre? (in realtà non ha mai funzionato, leggete i link piu sotto)
  • non è questione di manutenzione, l’ascensore non è a norma (?!?)
  • possono all’ufficio del responsabile non avere il numero di telefono di “centro stazioni”?
  • “me lo dici ammé me lo dici” … puo essere una risposta da fornire ad un disabile su carrozzina che non riesce a proseguire il suo viaggio?
  • Possibile che (urlando) si risponda che non c’è piu il modulo di reclamo?
  • “E’ 5 minuti che sei qua e hai parlato tu 4 minuti …” no comment.
  • “noi con gli ascensori non centriamo un fico secco quindi già ti facciamo un favore a risponderti” … ecco si, proprio un favore a rispondergli così!
  • “il problema dell’ascensore li è anni che c’è” … e questo è proprio vero, sono veramente molti anni.
  • per far funzionare l’ascensore occorre che ci siano delle persone fisse a monitorare l’ascensore … (?!)
  • L’ascensore non è a norma e nessuno si prende la responsabilità di metterlo in funzione !!!
  • “Anche se vai dalle Iene, da Striscia la Notizia da chi cacchio vuoi … son già venuti” … no comment

“Benvenuti a Monza ragazzi”

Invitiamo, anche se come abbiamo sentito sono già venuti a Monza, il Gabibbo, Valerio Staffelli, Striscia la Notizia, le Iene, il Papa, Bernie Ecclestone … per aiutarci a fare uscire Monza da questa triste situazione che perdura dal 2012 !!!

Al momento sembra che solo
il Papa e
Bernie Ecclestone
siano riusciti nella impresa
di far funzionare l’ascensore !!!

Noi di EasyMonza faremo il possibile per tenere attenzione massima su questo fatto !!!

Quella frase finale … quel “Benvenuti a Monza” è per me, monzese ed essere umano, un pugno nello stomaco che non voglio piu sentire, Monza ed i Monzesi non lo meritano !!!

Non vorremmo MAI più ascoltare nessun Andrey dire “Benvenuti a Monza”

Terremo una statistica dei giorni di funzionamento dell’ascensore facendoci aiutare dai membri del nostro gruppo, chissà che un giorno qualche associazione, qualche avvocato possa in qualche modo rivalersi o chiedere i danni per questa situazione !!!

Ecco un po di link interessanti per capire la situazione di questo ascensore:

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Pizzaut Reale (e il Tortellante)

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Era il 17 ottobre 2018, Pizzaut insieme all’Istituto Alberghiero Olivetti organizzarono una fantastica serata di inclusione. Non sapevamo ancora che da li a poco Nico Acampora avrebbe trovato finalmente il posto dove prestissimo sorgerà la Pizzeria di Pizzaut e dove il sogno diventerà magica realtà per molti di noi, una magica inclusione.

Stavamo allegramente godendo della compagnia di amici e delle prelibatezze preparate dai ragazzi dell’Istituto e da Pizzaut quando Paolo Piffer disse: “si potrebbe fare qualche cosa di grandioso in Villa Reale … “

Non sono idee che si possono buttare così … nel bel mezzo di una festa di inclusione senza pensare che non succeda l’incredibile.

Non è stato facile, dobbiamo ammetterlo, ma quella idea era così bella che richiedeva di essere percorsa.

Ed ecco che così, a distanza di qualche mese, Pizzaut informa del magico evento: una cena sociale in Villa Reale di Monza, o come si dice oggi, della Reggia di Monza.

In realtà si tratta di 3 eventi speciali per diverse ragioni:

  • venerdi 31 maggio
  • venerdi 28 giugno
  • venerdi 13 settembre
  • Questi evento sono ancora più speciali perchè vi sarà una ulteriore “inclusione” con una associazione fantastica: https://www.tortellante.it/

Una realtà di inclusione per ragazzi con disturbi nello spettro autistico che producono pasta fresca mirabolante … una associazione che vede il supporto attivo di uno dei nostri Chef più famosi al mondo: Massimo Bottura!

Ogni serata (al massimo 100 ospiti), potranno assaporare dell’ottimo cibo in un luogo prestigioso e avranno l’occasione di vivere un’esperienza di inclusione unica.

L’evento avrà luogo all’interno della Villa Reale in collaborazione con Le nuove cucine della Villa, Pizzaut, Il Tortellante e con il fantastico supporto di Meregalli Vini.

I due progetti, avviati da Nico Acampora e dallo Chef Massimo Bottura, utilizzano il cibo come elemento fondamentale del processo di inclusione, di lavoro e di autonomia.

I ragazzi di Acampora ci “includeranno” attraverso la Pizza ed i ragazzi di Bottura attraverso la pasta fatta a mano … un sogno che potremmo gustare e godere durante queste tre serate, nella cornice della nostra amata Villa Reale.

Ciascun evento proporrà un menù semplice, genuino, con prodotti di altissima qualità, il ricavato andrà a sostenere l’apertura del ristorante Pizzaut che avverrà a fine 2019 inizio 2020 !!!

Chi volesse prenotarsi puo farlo alla mail: prenotazioni@pizzaut.it, donazione libera a partire da 50€.

L’evento si terrà alle ore 20 dei giorni indicati … in locandina il menù, i primi ad arrivare potranno posteggiare all’interno della Villa Reale.

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Monza città dell’amore, e il Concept.

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volete fare un fantastico regalo al vostro Lui, Lei?
Monza con tutti i suoi angoli e la sua storia è per certo una città dell’amore … come dimenticare la Monaca di Monza … ops 🙂

Per l’occorrenza di San Valentino il Concept Store Amerigo Milano ha pensato una idea che ci è piaciuta subito e quindi siamo andati a parlare con l’ideatore: Matteo Perego.
(La prima idea l’abbiamo letta qui, un articolo di seietrenta.com)

Una volta si andava sotto il balcone dell’amata a leggere la propria poesia, o a cantare la propria serenata. Oggi nell’epoca digitale abbiamo perso la fisicità e al massimo mandiamo un messaggio vocale con whatsapp.


Ecco allora l’idea: scrivete una poesia, una lettera di scuse, una lettera di ringraziamento per il vostro/a amato/a … pubblicatela nel gruppo EasyMonza con hashtag #EasyMonzaAmore … poi fate una sorpresa alla vostra bella/o portandola sabato 09 febbraio in posto “speciale” … un attore/scrittore verrà a leggervi la poesia mentre voi vi abbracciate … inoltre potreste anche ritirare un ciondolo a forma di cuore creato appositiamente per l’occasione da un artista monzese!!!


Abbiamo chiesto se come EasyMonza potevamo “riservare” una finestra per un nostro EasyAmico/a e … Matteo Perego ci ha detto di si !!!


Quindi:
1) scrivete la vostra poesia, la vostra lettera o scegliete tra le poesie d’amore scritte nella storia dai tantissimi poeti che amate.
2) Pubblicatela su EasyMonza con hashtag #EasyAmoreMonza entro il 07 febbraio 2019
3) Chi riceverà piu like entro la mezzanotte del 07 febbraio 2019 vincerà il premio: una esperienza “analogica” da ricordare per sempre.
4) Il vincitore comunicherà allo Spazio Amerigo se vorrà farsi leggere la poesia/lettera in qualche posto specifico nella area pedonale del centro Monza alle 16.00-16.30 di sabato 09 febbraio 2019 oppure se passare personalmente dal Concept Store (via Carlo Alberto 35, Monza) dalle 15 alle 19 dello stesso giorno con il suo/a amore.
5) Se vi presenterete nello spazio Concept Store per farvi leggere la poesia/lettera da un attore/scrittore potrete ritirare anche una creazione particolare dell’artista monzese Roberto Spadea, un ciondolo creato per l’occasione … “Amore Spinoso” … un cuore che … non vi rovino la sorpresa ma …
Se invece deciderete un luogo nella zona pedonale di Monza che ha un significato particolare per la vostra coppia, allora sarete raggiunti da uno degli scrittori/attori che leggerà la vostra poesia/lettera nel vostro posto “speciale”. (16.00-16.30)

“È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito. È una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttate via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio.”

Il piccolo Principe


Gli attori/scrittori che leggeranno le vostre poesie/lettore sono:
– Dario Wollover
– Tiziana Fraterrigo
– Marzia Astorino


Non ci rimane che scrivere e votare! #EasyAmoreMonza

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Volontari, Amici, Attività di EasyMonza: GRAZIE !

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Vi ricordate “Trova la Teca” di Pizzaut”?

Vi ricordate “Costruisci la Teca di Pizzaut”?

Avete in casa un panettone/pandoro in latta con la grafica delle mitica Rita Bertelli?

Vi ricordate la “Cena Pizzaut” di EasyMonza?

Vi ricordate le “Cene Pizzaut”?

Vi ricordate la canzone scritta da un sedicenne apposta sull’autismo con un testo ed una melodia spettacolare che solo chi era presente alla festa EasyMonza ha potuto ascoltare?

Vi ricordate la serata organizzata insieme ai ragazzi dell’isitituto alberghiero di Monza Olivetti?

Vi ricordate “Tu si que vales” e il martellamento per raccogliere piu voti possibili?

Sapete che presto Monza sarà la prima città “Amica dell’autismo” al mondo?


Cosa credete che sia servito tutto questo?

Prima di tutto a parlare di Autismo tutti i giorni dell’anno!
Come detto da Nico Acampora il suo sogno era quello di riuscire a far parlare di autismo piu persone possibili tutti i giorni dell’anno e non  solo il 02 aprile, giornata internazionale sull’autismo.

Direi che tutti insieme abbiamo raggiunto questo obiettivo e che certamente nessuno pensava i cuori si potessero aprire così velocemente. Un abbraccio, quello di Nico e della associazione Pizzaut, che ha contagiato tutti noi, che ha contagiato tutta Italia.

Grazie perchè l’amore si moltiplica … sempre !!!

«Non c’è felicità nell’essere amati.
Amare gli altri, ecco la vera felicità.»


Teche Pizzaut = Celle Frigorifere

Ma andiamo anche nel pratico, si perchè l’obiettivo di crowfounding è stato raggiunto grazie alle tante donazioni e quindi è potuta cominciare la ricerca ad un posto adatto a creare la prima pizzeria Pizzaut. Si sono trovate diverse location possibili, anche il Sindaco di Monza Dario Allevi ha creato diversi contatti con l’augurio che la prima pizzeria possa essere proprio a Monza.

Le particolarità che la location ed il locale devono avere sono molte, si perchè Nico non si accontenta ed ovviamente vuole che la prima pizzeria Pizzaut sia un successo stratosferico. Così la ricerca non è facile e sta richiedendo molto tempo di visite, incontri, pensieri, progetti … insomma l’attenzione di chi vuole che tutto sia perfetto.

Intanto che tutto questo accade continuano le raccolte fondi perchè per iniziare serve veramente un mondo intero … così quanto abbiamo raccolto con le teche di Pizzaut servirà per comprare le celle frigorifere della prima pizzeria. Un obiettivo ambizioso al quale hanno partecipato molte realtà di EasyMonza e che è stato possibile grazie ai tanti volontari.

Facciamo anche un po di autocritica e con la cenere sulla testa diciamo che qualche teca è ancora presente in qualche attività, chiediamo scusa, la consegna, la realizzazione, il ritiro hanno richiesto molta energia e qualche cosa ci è sfuggito: scusateci, ma rimedieremo presto. Grazie per la vostra pazienza.

Intanto curiosate da questa mappa quali sono le attività che ci hanno aiutato e se potete ringraziamole personalmente con un sorriso quando ci capiterà di passare davanti alle loro vetrine e attività !


Panettone Pizzaut = Forno

Ed invece il panettone nella latta disegnata dalla mitica Rita Bertelli? Iniziammo ad Ottobre a postare l’idea del panettone, qualcuno disse “Tranquilli non è presto, è perfetto!”. E perfetto fu … 🙂

Il successo del panettone/pandoro è stato subito strepitoso e con quanto raccogliere Pizzaut potrà comprare l’elemento forse piu impegnativo di tutta la pizzeria: il forno!

Si proprio un forno, un forno “modificato” … un forno che è il risultato delle tante serate di studio ed osservazione che da diversi mesi Nico e Pizzaut svolgono presso le pizzerie amiche che permettono ai ragazzi di cimentarsi ed allenarsi “dal vero” in vere pizzerie. Sarà un sogno … ma non posso dirvi di piu adesso 🙂

Anche qui la struttura di volontari per poter realizzare il sogno “Un panettone Pizzaut” è enorme, non potete neppure immaginare quante risorse di energie, di competenze, di volontà … quanto cuore serva per trasformare una idea in realtà. Ma tutto questo per fortuna c’è ed oggi il Forno Pizzaut sarà realtà grazie al Panettone Pizzaut e a tutti gli amici che hanno aiutato e a tutti quelli che hanno voluto avere nelle proprie case, nei propri punti vendita un panettone nella latta.


Grazie!!!

Come gruppo EasyMonza io e Sonia Diligenti desideriamo veramente ringraziare tutte le persone che stanno rendendo possibile la realizzazione del sogno di Nico Acampora e di Pizzaut.

Siamo tanti e non vorrei dimenticare nessuno ma nello stesso tempo vorremmo veramente che il grazie arrivasse dritto dritto nel cuore di ciascuno di voi e quindi … ci proviamo:

  • Grazie a Nico Acampora, alla sua associazione e ai tantissimi volontari Pizzaut che abbiamo incontrato, conosciuto e con i quali abbiamo collaborato.
  • Grazie al Sindaco di Monza Dario Allevi e agli assessori Massimiliano Longo, Pierfranco Maffè, Désirée Chiara Merlini e il consigliere Paolo Piffer.
  • Sonia e Silvana Diligenti le due persone piu matte in assoluto che abbia mai conosciuto … con un cuore tanto enorme da non riuscire neppure ad immaginarlo!
  • Poi gli EasyVolontari Mirella Fedeli, Paola Lorenza Ghezzi, Lucia Pes, Betty Elisabetta, Bianca Attanasi, Monica Pinato, Osea Osea, Piero Salvatore Pignataro, Thomas Valentini, Guya Stefanelli, Mariangela Musio, Angela Brivio, Rita Bertelli, Susanna Milia.
  • Tutte gli EasyAmici che hanno rilnaciato, likato, commentato, contribuito a rendere possibile una raccolta incredibile di amore (e fondi 🙂 )
  • Tutte le attività che hanno ospitato la Teca di Pizzauto (che potete trovare sulla mappa. Dovessimo aver dimenticato qualcuno perfavore fatecelo sapere che aggiorneremo subito la mappa e la lista)
    Sonia Hair
    Le Bontà di Bacco
    Asciuttissimi
    O’strit Pizzeria Napoletana
    Ristorante I Monelli
    Gelateria Max
    MB Sicurezze snc
    Studio Foto Romagna
    QuiPoste
    Sfusomania
    La città Bianca Ristorante
    Mercerie Elisabetta
    Il mio Bar
    Bullonificio Caffetteria Ardita
    Morini Rent a Car
    Studio Mazzola Pratiche Automobilistiche
    Tabata Caffe
    Muriando Travel
    Bar Class Cafè
    La dolce cremeria
    Lavanderia H2O
    Cafe Chocolat
    Milano Ortopedia
    Milano Ortopedia
    Trattoria 228
    Farmacia Motta
    Cattani & Vezzoli
    Studio Moda Marina Abbigliamento
    Campo di grano
    Lavanderia Sole
    Il Fornaio di Paolo & Graziella
    Cereda Calzature
    Birra & Brace – Monza
    Barzaghi Ferramenta
    Brico & Decor
    Dance Heart – Scuola di danza
    Gastronomia Pirovano
    Scanferlato Barcaffè
    Tabaccheria Lazzaroni
    Brivio Cartotecnica
    Jasmine Pasticceria
    Bergomi Cristallerie
    Volta 16
    Acquarius Bar
    Baby Bazar
    Miss Bakery
    q.b. monza caffetteria
    Caffè del Ponte
    DD Parrucchieri Italia
    Giocolandia
    Fresh Bistrot
    Isola di Comunicazione web agency
    Dot Design & Print Monza
    Bar Castello di Nicolò Sala
    Bar Trattoria La Passeggiata
    Hoana Cafè
    Nobil Foto Ottica
    Tintoria Silvana
    Macelleria Fumagalli
    Caffè della Posta
    Libri&Libri
    Libraccio
    Bar San Paolo
    Bar Grand Prix
    Erboristeria Madrenatura
    Studio Dentistico Cesare Sabbadini
    Il Quadrifoglio di Crepaldi Miriam
    Le Goloserie
    VisionOttica
    Altrove
    CM Donna
    Marchesi Fotocopie
    Centro Estetico MaMi
    Via Verri 21
    Bar Milos
    Amritam Yoga Studio
    Fili di Fantasia
    Farmacia Mauri
    Bar Gelateria del Centro
    La Quinta Essenza
    Bar Pratum Magnum
    Oratorio San Luigi
    Spada Tende sas
    Agenzia Immobiliare Grimaldi
    Gironi 1958 ottica e fotografia
    Panificio Bianchetti
    Ristorante La Quercia
    Ricevitoria Sisal
    Tom & Jack Calzature e Abbigliamento
    Latteria dei Fratelli Brega
    Moda Amica di Anna
    Rossopomodoro
    Star Body Palestra
    Ristorante Peppino
    Panificio Cambiaghi
    Pizzeria Anna
    Lupo di mare
    Nu Italian Restaurant (6 piano)
    Glamour Cafe’ Vimodrone
    L’Orchidea Viaggi Srl
    Bar Grand Prix

Foto di Beretta Ivano

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#lamiamonza

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Ad inizio luglio 2018 abbiamo deciso di provare a fare qualche cosa di diverso, qualche cosa mai visto nei social e nei gruppi FB. Abbiamo pensato che sarebbe stato magnifico poter dedicare le nostre energie del mese di agosto ad immaginare qualche cosa di realizzabile per rendere la nostra città di Monza ancora più bella. Così, sia per il gruppo EasyMonza che per il gruppo EasyMonza_Polis, abbiamo definito alcune nuove regole.

L’intenzione era anche quella di allontanarsi dal “mood” pesante e continuo del periodo di luglio, una situazione contingente nazionale che vedeva post giornalieri quasi monotematici, dove anche le persone più tranquille si sentivano in dovere di “sfogare” gli istinti più animaleschi.

Volevamo regalarci un momento di pausa, un momento per ritrovare la vera essenza dell’essere umano.

I social hanno tra gli obiettivi quello di mostrarci gli elementi a cui siamo più interessati così, se cerchiamo con google una pentola a pressione, cominceremo a vedere (letteralmente) pentole a pressione ovunque 🙂

Dopo poco ci convinceremo che tutti vogliono solo cucinare con la pentola a pressione … in meno di un mese ci iscriveremo ad un gruppo che “spaccia” ricette per la sola pentola a pressione e cominceremo a pensare che il mondo intero si divide in due: chi usa la pentola a pressione come noi (e questi sono quelli bravi) e chi invece odia la pentola a pressione (e contro loro solo parole di odio, come fanno ad essere così retrogradi).

Ma se cominciamo a cercare qualche cosa di diverso, ecco che ci si aprono nuovi mondi e possiamo scoprire che esiste anche il wok 🙂

Insomma il nostro gruppo, le nostre pagine, sono spesso piene di notizie che non rappresentano veramente il mondo ma che raccolgono invece notizie simili a quelle che abbiamo commentato (magari anche negativamente) o postato.

 


Il rischio è quello di pensare che il mondo stia tutto andando nella direzione delle uniche notizie che ci propone.

Volevamo cambiare questo “mood” e cercare nello stesso tempo qualche cosa per migliorare la nostra Monza!


Abbiamo ricevuto messaggi privati di supporto, altri di insulti, altri di disaccordo … abbiamo ascoltato e integrato tutti questi messaggi e abbiamo fatto partire la nostra idea.

Nel gruppo EasyMonza_Polis, in modo un po più “rigido”, abbiamo deciso di accettare SOLO post che proponessero nuove idee #lamiamonza, mentre su EasyMonza abbiamo deciso di accettare anche post di saluti, auguri, immagini delle vacanze, post motivazionali.

Il mese di agosto ha portato con se anche eventi disastrosi per l’intera italia, e abbiamo accolto i pensieri e le preghiere per le persone coinvolte nella tragedia di Genova.


Oggi guardando i post dei due gruppi possiamo essere contenti: avete anche voi l’impressione che siamo riusciti a cambiare il “mood” dei due gruppi ?


Dopo i ringraziamenti a tutte le persone propositive che hanno voluto proporre qualche idea, vediamo di fare un altro piccolo passo.

Abbiamo fornito indicazioni affinchè le idee per #lamiamonza avessero alcune caratteristiche particolari … caratteristiche che possono rendere queste idee “realizzabili nel breve” (leggi questo post)  Alcuni hanno seguito i nostri suggerimenti proponendo idee che possono essere realizzabili nel breve e con sforzi realisticamente affrontabili, altri hanno espresso sogni con visioni molto più complesse e lunghe, altre ancora, sogni per i quali un gruppo FB, forse, può fare veramente poco.

Ad ogni modo si tratta di uno spaccato di richieste molto interessante, una ricerca ed un esperimento mai provata prima d’ora con un social.


“Un sogno diventa un obiettivo quando si interviene verso la sua realizzazione.
Un obiettivo senza un piano è solo un desiderio”


Vediamo quali sono state le proposte avanzate nei due gruppi, partrendo da EasyMonza (i punti da 1 a 34) per poi passare a EasyMonza_Polis (i punti da 35 a 59) in ordine temporale.
(Cliccando sul link con il nome della persona che ha scritto la proposta potrete leggere il post originale ed i vari commenti e lasciare anche il vostro):

  1. Metropolitana a Nord di Monza: aiutare con l’opinione pubblica a dare la forza al Comune di Monza per ottenere i finanziamenti che lo Stato erogherà a dicembre. (Paola Lorenza Ghezzi)
  2. Installazione di turbine a vento in viale Stucchi (Valentina la Veneziana)
  3. Un posto dove pensionati, disoccupati, casalinghe o precari possano incontrarsi per poter parlare nel reale.
    Questa idea ha poi trovato subito applicazione e soluzione in quanto due magiche persone hanno messo a disposizione le loro attività affinche si avverasse da subito. (Natyan Gayatri)
  4.  Un posto dove poter fornire supporto alle mamme. Anche qui una persona stupenda si è messa subito a disposizione con la sua attività ed i suoi spazi . (Tamara Sbalchiero)
  5.  Introdurre il bike sharing Ofo e/o Mobike (e/o rendere più ditribuito quello già esistente. (Rocco Nardulli)
  6. Proposta per Monza …. una bella discoteca, magari all’aperto, dove i ragazzi possano andare. (Nadia Brioschi)
  7. Un weekend a dicembre in cui il Comune sostenga, con allestimento pubblicità e musica, un mercatino di beneficenza. (Paola Cazzaniga)
  8. Una app per far multare le persone che posteggiano nei posti riservati ai disabili. (Antonio Costanzo)
  9. Istituire un numero verde per il periodo estivo cui possono rivolgersi gli anziani per andare a fare visite mediche o in farmacia o a fare qualche commissione importante. Servizi che possono essere svolti da “volontari certificati e garantiti” organizzati per quartiere. (Helen Dilella)
  10. Creazione a Monza, o meglio nei parchetti già esistenti a Monza, di giochi attrezzati per bimbetti con difficoltà fisiche. (Silvana Diligenti)
  11. Creazione di una pista ciclabile migliore per Monza. (Emanuela Saronni)
  12. Riportare i Boschetti della Villa Reale ai fasti di un tempo.
    Installare giochi per bambini (tutti i bambini, anche quelli con difficoltà), far riattivare il chioschetto bar e allontanare il commercio illegale ora in essere. (Paolo Mattiazzi)
  13. Un centro con metodo a.b.a o teech che ogni genitore si potrebbe permettere…perché pagare 1000€ al mese (metodo teech)E più di 2000 (aba) per cercare di dare un futuro migliore ai bimbi con disturbo dello spettro autistico non è alla portata di tutti. (Valentina De Mizio)
  14. Una città attenta alle famiglie con figli studenti. Riduzione per gli abbonamenti annuali ai mezzi pubblici anche per il secondo figlio. (Daniela Colombo)
  15. Utilizzare i cinema della città in modo differente affittando una sala, facendo un sondaggio su fb per poi decidere il film e magari una volta al mese proiettarlo sul maxi schermo.
    Magari tutto correlato da un dresscode che potrebbe richiamare il film in questione. (Jacopo Cardelia)
  16.  Lezioni di dialetto monzese. Ci si potrebbe incontrare in un centro civico 1 volta a settimana (nel caso anche la sede della nostra associazione in via Piave è disponibile), almeno 2 o 3 “esperti della materia” e magari 10/20 partecipanti. (Paolo Piffer)
  17. Riportare il parcheggio delle biciclette a pagamento in centro (e non solo) con il controllore come tanti anni fa. Comodo, sicuro, veloce. Un prezzo simbolico. (Elena Arosio)
  18. Creare delle audioguide magari con QRCode nei musei monzesi. (Jacopo Cardelia)
  19. Avere marciapiedi utilizzabili anche dalle persone obbligate ad utilizzare sedie a rotelle. (Gaia Grimaldi)
  20. Trasformare EasyMonza in una Onlus per scopi benefici. (Cristina Belga Oliva)
  21. La creazione di un servizio con biciclette speciali per trasportare anche persone con carrozzina. (Mariangela Musio)
  22. Avere più attenzione alla accessibilità per persone con problemi di deambulazione. (Andrea Pennati)
  23. Aiutare le piccole realtà commerciali del territorio. (Giuseppe Peloso Cataldo)
  24. Dedicare programmi appositi nelle scuole contro il bullismo e cyberbullismo. (Debora Rosa)
  25. Creare per ogni quartiere spazi dedicati alle persone anziane, dove queste possano trascorrere delle ore in compagnia, con proiezioni di film e giochi di società. (Carla Biraghi)
  26. Sistemare lo skate Park che si trova in viale Elvezia. (Roberta Tamborini)
  27. Realizzare per il quartiere San Fruttuoso la palestra/tensostruttura per permettere ai ragazzi del quartiere di avere un luogo di aggregazione, gioco e di inclusione. La realtà del SanFru Basket coinvolge molti ragazzi diversamente abili oltre al numero sempre crescente di adesioni anno con anno e quindi sarebbe ancora più importante. (Elena Confalonieri)
  28. Più spettacoli di livello alla portata di tutti. (Daniela Comiti)
  29. Una più attenta manutenzione del verde e delle piste ciclabili. Ripulire le piste ciclabili dei cespugli incolti, dell’erba alta. Una attenzione anche alla illuminazione delle piste. (Critina Bega Oliva)
  30. Riassumere tutte le piccole curiosità di Monza in una mappa scaricabile su mymaps di google e magari riuscire a condividerla con il settore turismo monza. Allo stesso modo creare dei percorsi scaricabili (attualmente sono in pdf oppure sono segnati solo come punti d’interesse sulla mappa non scaricabile). (Jacopo Cardelia)
  31. Pensare ad un progetto per lo spazio (ora abbandonato) del Buon pastore. (Cristina Bega Oliva)
  32. Creare degli eventi per una raccolta fondi al fine di costruire il cimitero per i nostri amici animali. (Jacopo Cardelia)
  33. Garantire parchetti per i bimbi cintati, regolamentati, con orari di apertura e chiusura, divieti e limiti di età. Ogni parchetto dotato di telecamere, e relativa centrale di sorveglianza per tutti i parchetti, che manda un auto dei vigili se necessario. (Carlo Jan)
  34. Un ascensore per poter accedere la primo piano dell’Arengario. (Silvana Diligenti)
  35. Implementare in maniera importante, diciamo 75 – 80%, il Green Public Procurement, ovvero acquisti verdi per le pubbliche amministrazioni. (Vincenzo Nappa)
  36. Instituire un servizio noleggio sdraio all’interno del Parco/Giardini Reali. (Giustina D’Addario)
  37. Organizzare una camminata non competitiva, aperta a tutti famiglie e non, con una quota minima di partecipazione, il ricavato così raccolto sarà destinato all’acquisto e posa di altalene nei parchetti pubblici per bimbi speciali. (Cristina Bega Oliva)
  38. Ampliamento dell’isola pedonale e della zona a traffico limitato. (Saveria Fontana)
  39. METROPOLITANA A NORD DI MONZA: Programma a breve termine e urgente: aiutare con l’opinione pubblica a dare la forza al Comune di Monza per ottenere i finanziamenti che lo Stato erogherà a dicembre. (Paola Lorenza Ghezzi)
  40. Organizzare la “bicipolitana” con percorsi e fermate. Si potrebbe realizzare gradualmente, implementando e collegando i percorsi ciclabili già esistenti. (Saveria Fontana)
  41. Organizzare un sistema integrato/coordinato rifiuti/verde.In particolare:
    – il giorno prima del taglio erba lo svuotamento cestini pieni
    – il giorno del taglio erba o la raccolta dello sfalcio o un mulching serio (basta erba lunga sui prati)
    – il giorno dopo del taglio la raccolta dei rifiuti ricomparsi sui prati essendo visibili senza l’erba alta. (Massimo Merati)
  42.  Trasformare la Villa Reale, completa o in parte, nella nuova biblioteca. Sarebbe la più bella biblioteca d’Italia. Con la possibilità, per gli utenti, di spostarsi a consultare e leggere i libri nei Giardini Reali. (Marco Franzan)
  43. la Villa Reale location perfetta per le sfilate di moda, per eventi artistici di risonanza internazionale, eventi benefici tipo la cena della Croce Rossa oppure convegni medici internazionali come anche concerti di musica classica, jazz ecc. (Cry Monni)
  44. Individuazione e riqualificazione di aree dismesse per la creazione, in collaborazione con regione e area metropolitana, di poli artigiani che mettano a diretto contatto produttore e consumatore e permettano, in collaborazione col comune, un più facile inserimento/reinserimento lavorativo di cittadini appartenenti a categorie a rischio/protette, con conseguente sviluppo virtuoso della filiera del commercio locale e del mercato del lavoro. (Marta Nemesis)
  45. Incremento ed estensione della rete del teleriscaldamento e incremento della percentuale derivata dalle energie rinnovabili. (Saveria Fontana)
  46. Implementare un numero congruo di “parcheggi rosa” per donne incinte e con bambini piccoli, possibilmente in prossimità di luoghi frequentati più spesso dalle mamme come scuole, farmacie, posta, ufficio servizi sociali, supermercati per esempio. (Carmen Falcone)
  47. Avere una mappatura delle ciclibaili piu chiara ed in generale con cartelli di inzio e fine e mappe. (Fabio Mosca)
  48. Istituire un gruppo di lavoro che rappresenti ogni partito in Consiglio, ogni Consulta cittadina e le associazione principali (ad es. commercianti), che si riunisce ogni 4/6 settimane e che nel giro di 5/6 mesi delinea la strategia di sviluppo della mobilità a Monza. Le idee, condivise e messe nere su bianco, potrebbero rappresentare i tasselli di un puzzle che tutti dovrebbero impegnarsi a realizzare, mettendo da parte idee politiche o comodità personali e dando spazio alla massima utilità comune. (Thomas Valentini)
  49. Realizzare per l’estate prossima e quelle future ma da organizzare sin da subito ed è il seguente:
    allestire in piazza Cambiaghi un palco ed una tribunetta in metallo prefabbricata così da creare una sorta di arena per spettacoli. Tale spazio circoscritto e recintato (il tutto rimovibile) potrà essere utilizzato per spettacoli di vario genere, musica e teatro. (Vincenzo Recipi)
  50. Monza città amica dei gatti. (Silvia Epicoco)
  51. Predisporre un’area dedicata alle “sepolture ecologiche”. Un metodo molto semplice per ovviare alla carenza di spazi nei cimiteri locali e ai costi sempre maggiori delle inumazioni tradizionali, nonché per migliorare la qualità urbana ed ambientale della città, recuperando “a verde” spazi ora degradati ed abbandonati.  (Alessandro Ruggiero)
  52. Incrementare forme di svago in centro, più trasporto pubblico… i negozi chiusi andrebbero trasformati in ristoranti e pub con tavoli all’aperto. (Vincenzo Recipi)
  53. Studiare la possibilità di creare una “circolare interna” basata sui minibus elettrici autonomi che serva in centro storico in un percorso altrimenti interdetto ai mezzi tradizionali. (Alessandro Ruggiero)
  54. Riscoprire la storia e le tradizioni di Monza, recuperare e valorizzare l’artigianato locale, la cucina locale, tutelare le piccole botteghe storiche. (Silvia Epicoco)
  55. Partecipazione alla giornata sul risparmio energetico “M’illumino di meno” che si tiene ogni anno nel mese di Febbraio.(Silvia Epicoco)
  56. Assegnare ai cittadini monzesi che ne hanno fatto richiesta e sono in attesa, tutti gli orti urbani già disponibili. (Silvia Epicoco)
  57. Che si apra una biblioteca dei libri salvati, quei libri che vengono gettati. (Buffa Gaspare)
  58. Che per ogni nuovo edificio in costruzione vengano piantati degli alberi dentro la città. (Saveria Fontana)
  59. Adoperarsi affinche il Centro Ambrosini sia aperto tutto l’anno e non solo in estate come centro di aggregazione per anziani. La musica, il ballo aiutano il morale ed anche il fisico. (Daniela Benatelli)

I prossimi passi?

Intanto vi chiediamo di rivedere tutte le proposte, due di queste idee sono già state realizzate grazie a Natyan Gayatri e Tamara Sbalchiero !!! Le idee 3 e 4 hanno già trovato una possibile soluzione!

Realizzeremo una classifica per tutte le altre idee, le voteremo insieme poi nomineremo una commissione di supporto per scegliere qualche idea e realizzarla.

EasyMonza ha ormai uno spirito dimostrato dai fatti e dalle tante iniziative ideate e portate a termine. Semplicemente, con il sorriso, crediamo fortemente e profondamente che ciascuno di noi puo fare la differenza, e tutti insieme … piccoli miracoli.

A presto …

Sonia Diligenti
Paolo Meregalli

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Una tazzina a fianco del mio nome ?

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Abbiamo ricevuto una richiesta da una nostra EasyAmica: cosa è quella tazzina a fianco del mio nome facebook ?

 

 

 

 

Si tratta di un nuovo “badge” introdotto da Facebook per indicare che un account è un “generatore di conversazioni”

Da poco FB ha introdotto un nuovo sistema per premiare le persone che all’interno di un gruppo scrivono post che fanno poi partire delle scambi di opinioni.
Non è noto l’algoritmo con il quale FB decide chi è un “generatore di conversazioni” e chi no, di sicuro si tratta di una analisi sul numero di post creati e sulle reazioni/interazioni ricevute.
Insomma, se sei stato scelto da FB come “generatore di conversazioni” allora riceverai un post nel quale ti chiederanno se vorrai veder comparire il riconoscimento (la tazzina) a fianco del tuo nome.
Tranquillo,  potrai in ogni caso modificare successivamente l’impostazione dal tuo profilo 🙂

Non si tratta di nulla di nuovo nel mondo “social”, già diverse piattaforme lo fanno assegnando “coccarde” al raggiungimento di alcuni “obiettivi” quali il numero di recensioni, il numero di immagini postate etc etc. Una specie di riocnoscimento ufficiale della attività dell’account che viene deciso dalla piattaforma stessa.

Si tratta di una poiltica di individuazione delle caratteristiche di ciascun account, o meglio di profilazione, che fornirà ulteriori informazioni sulle nostre attività a FB e che gli permette di instaurare un circolo vizioso di cui, se volete, potremo parlare in altri post.


Probabilmente seguendo la stessa logica, è di pochi giorni fa l’annuncio ufficiale di FB circa lo sviluppo di un nuovo algoritmo in grado di assegnare un punteggio di “credibilità” a ciascun account.
Dopo gli scandali degli ultimi tempi in cui è incorso FB, l’attenzione ad individuare i falsi profili e i generatori di fake news è uno degli obiettivi primari della piattaforma.
Nell’imminente futuro ciascun account FB avrà un punteggio che identificherà la sua credibilità. In realtà gioco non facile in quanto diversi account si divertono a segnalare come fake notizie vere, semplicemente perchè non rispecchiano il loro pensiero.
Facebook si dovrà iterrogare su come identificare account che generano fake news, account che segnalano fake news, account che segnalano come fake notizie vere … non sarà un giochettino sopratutto se, come è accaduto, esistono associazioni che utilizzano i social per “modificare/influenzare” il pensiero ed il voto di intere comunità.

 

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Gian Nava e il Giovannino d’Oro di Monza

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Nel nostro fantastico gruppo tutti gli iscritti sono speciali, cuori grandi, persone che hanno sempre una parola, un sorriso per tutti.

Tra noi abbiamo delle persone che sono nate a Monza, altre che ci hanno abitato, altre che hanno amici di Monza, ed altre ancora che non vi sono mai state.


Poi abbiamo delle persone che … SONO Monza!


Tra queste, il nostro mitico Gian NAVA.
Chi ha avuto la fortuna di incontrarlo durante i nostri eventi sa di chi sto parlando 🙂
Stringergli la mano, abbracciarlo, guardalo negli occhi significa ricevere il calore del suo cuore. Non servono neppure le parole, Gian è una persona speciale, e te ne accorgi subito, appena lo incontri. Il suo bagaglio culturale, la sua ricchezza interiore, la sua conoscenza del mondo ti raggiungono ed illuminano come un lampo attraverso il suo sguardo.
Per chi come me crede che vi sia altro oltre allo stato fisico della presenza, che si possano percepire le energie delle persone, che si possa “sentire” il loro amore, ecco che per me Gian Nava è energia pura!
Difficile raccontare il Gian Nava professionista, scrittore, giornalista, fotografo, poeta, redattore e chissà quanto altro ancora a me non noto … una persona che ha saputo senza dubbio mettere a disposizione degli altri e della comunità Monzese le sue capacità.
A me basta osservarlo quando estrae la sua macchina fotografica, lo vedo dai suoi occhi che ha già deciso quale sarà il suo scatto, la storia da raccontare!
Uno spettacolo, i suoi occhi scrutano nel futuro a cercare la storia che verrà.
Guardando quegli scatti, poi, ti rendi conto di quanto sia in grado di raccogliere istanti, emozioni, sguardi, racconti che altrimenti sarebbero andati persi.
Quella macchina fotografica che tiene in mano non è che uno strumento, un prolungamento dei suoi occhi, del suo corpo, della sua mente e del suo cuore ed, il risultato, pura magia.
Gian Nava ha un gruppo in FB che si chiama “Monza Curiosa” dove potrete cogliere tutte queste sfumature e vedere quanto lui e Monza siano in realtà una cosa sola. Storie, ricette, aneddoti poesie che ci aiutano a conoscere Monza, racconti di chi Monza l’ha scritta dalle pagine dei giornali, di chi Monza l’ha voluta scoprire, coccolare … dipingere con le parole.
Per questo come gruppo EasyMonza vorremmo che il Comune di Monza lo premiasse con il Giovannino D’Oro, una
“benemerenza civica istituita nel giorno dedicato alla festività del Santo Patrono di Monza assegnato ogni anno ai monzesi che nel corso della loro vita hanno contribuito al bene, al progresso e alla notorietà positiva della comunità in diversi ambiti, dal culturale, dall’economia alla ricerca, alle scienze, alle lettere, alle attività sportive e nel campo del sociale con azioni concrete di carattere assistenziale e filantropico”
… praticamente come scrivere … Gian Nava !!!

Che dite, facciamo questo regalo a Monza?

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